Itinerario Via Augustina

ITINERARI CULTURALI  SUI PASSI DI SANT AGOSTINO

“IL MONDO E COME UN LIBRO - COLUI CHE NON VIAGGIA MAI NON NE LEGGE CHE LA PRIMA PAGINA”

     

           

IPPONA - oggi Annaba -  è la partenza del nostro itinerario.Il sito fu occupato dagli uomini a partire dal XI secolo prima della nostra era (vestigia libiche). 

Città fenicia e poi numida,fu con Cartagine il mercato più opulento dell'africa romana e un importante  luogo della riconquista della Numidia da parte di Massinissa , alleato dei romani contro Annibale.

Fu soprattutto la Sede Episcopale di Sant Agostino dall'anno 396, sino alla sua conquista da parte dei Vandali nel 430,da dove egli intraprese tutti i viaggi verso la città di Cartagine che costiuiscono il tema portante del nostro itinerario.

Alla partenza da Annaba  si seguirà la valle meravigliosamente fertile della Seybouse, dove..

"le vigne erano attentamente coltivate, i contrafforti del Jbel Edough scomparivano  sotto i frutteti verde scuro e gli uliveti e i campi di grano splendevano nella pianura"(P.Brown :op.cit)

per arrivare a Guelma distante  75 km - Guelma-Calama città numida prima  di diventare municipio sotto Traiano e colonia romana verso la fine del III  secolo. Sede vescovile  di Possidio, amico e segretario   di Agostino , suo sostegno nel combattimento contro i donatisti,

oltre che il suo primo biografo.

Si riprende quindi il cammino verso souk Ahras - antica Thagaste, città punica e poi romana,che fu la patria di due santi cristiani berberi celebri,Santa Monica(331-387) e suo figlio Sant’ Agostino(354-430) . Si continua poi con il  pellegrinaggio all' Ulivo di Sant Agostino con visita della cripta:

"quando Agostino vi nacque nel 354,la città di Thagaste esisteva già da trecento anni,essa era uno di quei numerosi isolotti di orgoglio civico con  cui i romani avevano disseminato l'Africa del Nord .Verso il III secolo,gli altopiani e le valli del Plateau, l'antica Numidia, erano divenuti immensi campi di grano inquadrati da strade e popolati da città . La Thagaste di  Agostino si erigeva su un  altopiano ai confini di questa nuova Africa. Essa dipendeva in ultima analisi da Cartagine ma era appartenuta all' antico regno di Numidia (P.Brown : op.cit)

       

                            SOUK AHRAS                                                                        l’Olivo di Sant’Agostino

ITINERARIO DELLA MEDJERDA

Venendo da Souk Ahras attraverso le gole della Medjerda, si arriva nella città di frontiera di Ghardimaou, prima di arrivare a Chemtou. Andando lungo il fiume si scopre un sito pittoresco dominato dall'imponente massa rocciosa di questa collina di marmo che ha reso il suo nome celebre in tutto il bacino del mediterraneo.

Chemtou, prima Aimitthus, è stata fondata dai Numidi molto prima della nostra era. E' nel 27 dopo D.C.. che una colonia romana, Colonia Julia Augusta Numidica Simitthus, è stata costruita  in questo luogo all'incrocio di due grandi vie che conducono, l’ una, da Cartagine verso Hippo Regius(Annaba) e l’ altra, da Sicca Veneria(il Kef) verso Tabarka.

Qui si estraevano il marmo numidico degli antichi, o il giallo antico, in seguito esportato a partire da Tabarka sino a Roma e più tardi sino a Bisanzio.

Proseguendo lungo la Medjerda,si raggiunge Bulla Regia, una città molto antica ai piedi del versante  sud del jebel Rebia, appartenente al mondo punico dal III  secolo prima della nostra era, che diventerà nel  II secolo una città  reale numida. Sotto l'influenza romana essa verrà progressivamente incorporata nell'Impero. Inizialmente municipio sotto Vespasiano (I sec), la città divenne colonia  sotto Adriano ( inizio 2 sec ). Situata nel cuore di una regione coltivata a cereali  Bulla Regia sarà una delle città più prospere della nuova Africa. Dalla fine del IV secolo la città diventerà sede vescovile e Sant Agostino vi pronuncerà un sermone.

Siamo ora sulla via romana che collega Hippona a Cartagine costeggiando il fiume che ritroveremo a Bou Salem sino ai sobborghi di Tunisi e dopo aver superato il Ponte di Traiano per costeggiare il grande serbatoio di Sidi Salem, raggiungeremo Jebel Lansarine dove si producono sin dall'antichità i famosi vini dei Coteaux di Tebourba.

    

         

Si costeggerà infine, a partire da La Manouba, il celebre aquedotto che portava l'acqua da Zaghouan a Cartagine.

A Cartagine si potranno visitare :

- i  Porti punici dove una volta si ancoravano le flotte della marina da guerra e di commercio: Costituivano la  chiave della supremazia marittima di Cartagine, Il primo porto rettangolare era riservato al commercio e,nascosto dietro questo, il secondo porto ovale aveva una vocazione militare. Poteva accogliere più di 150 imbarcazioni.

- la basilica di San Cipriano da dove Monica diede l’ addio ad Agostino che  partiva per Roma ( Confession libV,9 )

 

ITINERARIO SUD

A partire da Souk Ahras si potrà anche prolungare il cammino sino a Tebessa (Theveste) per raggiungere l'itinerario del sud in Tunisia in prossimità del posto di frontiera di Haidra.

Prima tappa,Madaure a 25 km per la  visita guidata del sito antico dove Agostino fece i suoi primi studi prima di partire per Cartagine:

- le olierie, la Cappella, il Foro,la Fortezza Bizantina.

- le Terme pubbliche e private

"quell’ anno dovetti interrompere i miei studi; mi avevano fatto tornare da Madaura, la città vicina dove avevo cominciato a studiare la letteratura e l'eloquenza.

I miei genitori era impegnati a trovare il denaro necessario per sostenere le spese per un più lontano soggiorno per proseguire gli studi a Cartagine"(Confessioni lib.II,3)

Cammineremo in seguito verso Tebessa, distante un centinaio di chilometri, in un paesaggio di altopiani che diventa sempre più arido.

Theveste – oggi Tebessa – Citta di origine fenicia. Nell'anno 75 della nostra era,la terza legione romana vi stabilì il suo quartier generale. Sotto Adriano la  città  era una delle più grandi  dell'Africa del Nord. Incrocio di 8 strade romane, saccheggiata ma non distrutta dai Vandali,essa fu risollevata nell'anno 535 dal generale Salomon che ne costruì le mura. Interessanti  vestigia dell'epoca bizantina.

Da non trascurare:

- la porta di Salomon,Tempio di Minerva,molto bello nelle due proporzioni.

- l'Anfiteatro e soprattutto la Basilica, la più vasta della Cristianità africana.

Qui sarà possibile fare acquisti nel bellissimo mercato prima di riprendere  la via verso la frontiera tunisina, distante 26 km

 

                                

                TEBESSA : l’Arco di Costantino                                                     TEBESSA :  la Basilica

Di ritorno in Tunisia per la città romano-bizantina di Haidra, imbocchiamo la Via romana da Cartagine a  Theveste di cui sono ancora visibili importanti e numerose tracce ( carreggiate e ponti ) che ci riporterà verso Membressa ( Medjez-el-bab ) per raggiungere l'itinerario precedente: Si arriverà dapprima nella magnifica stazione di Haidra prima di scoprire Hammadaeria, città romana, poi bizantina, che difendeva l' ingresso della Provincia:

                             

                                 TAVOLA DI JUGURTHA                                                                        HAMMAM MELLEGUE

VARIANTE 1 - Risalita verso Il Kef per la tavola di Jugurtha e l'oued Melleg.

Situato sui fianchi ovest e nord della regione,ai confini dell'Algeria,l'altitudine varia da 500 a 1000 metri per innalzarsi ai 1271 metri della "Tavola di Jugurtha" luogo mitico evocato da Sallustio nel De Bellum Jugurthinum.

La vegetazione naturale della macchia è dominata dal pino. Il sottobosco e popolato di lentischio e gineprai associati al rosmarino, al timo, all' euforbia e all’ alaterna. Si costeggia in seguito la valle dell'Oued Melleg (Muthul) per arrivare ai Bagni Romani di Hammam Melleg dove l'acqua sgorga a 50°.

Punto di giunzione tra le principali vie che conducono dall'  Est costiero al Maghreb centrale

e alla Mauretanie, la regione era il cuore degli scambi e degli itinerari più ambiti.

La capitale regionale  El Kef, catenaccio geostrategico tra Tunisi e Algeri, conobbe una rinascita a partire dal XVII secolo a seguito dell' istallarsi di una importante guarnigione ottomana.

L'epoca romana si caratterizzerà per una stabilità propizia allo sviluppo della vita cittadina, che porterà prosperità economica e sviluppo culturale della regione.

Le città prosperano e si dotano di begli edifici pubblici. Giungerà poi lo sviluppo del cristianesimo attestato dalle numerose chiese,tra cui la basilica Saint Pierre rimarcabile per il suo stato di conservazione: Agostino vi celebrò una messa durante il suo viaggio per recarsi  al  Concilio di Cartagine nel 410.

     

                                                                 

                                     LE KEF : LA KASBAH (XVIIIemo sec.)                                                                              JERISSA                      

 

VARIANTE 2 - Risalita sulla via Cartagine Theveste

Variante sul tracciato: il cammino serpeggia lungo la Via romana per raggiungere in seguito la città miniera di Jerissa, il sito di Althiburos, ricca città romana situata in altitudine su di una superfice di 180 ettari .Situata su di un fiume, in mezzo ai mandorli e ai fichi selvatici,  la città deve la sua originalità a una potente colonia cartaginese che vi si rifugiò durante la III  guerra punica e che

provocò in seguito la completa distruzione della città . 

Nelle vicinanze si trova la sorgente di Safia, acqua minerale rinomata in Tunisia.

Si risalirà poi la Via Imperiale Cartagine – Theveste, arteria principale dell'epoca romana che permetteva di condurre le legioni sino a Timgad, per arrivare a Dougga atraversando le città di Lares e Musti.

Dougga, antica città romana che innalza le sue colonne nel fianco della collina a 571 metri di altezza al di sopra della pianura fertile dell'oued Khalled è una delle città meglio conservate dell' Africa del Nord. Alcuni  dolmen preistorici testimoniano di una antichissima presenza umana in questo luogo.

Dal V secolo prima della nostra era, esisteva un abitato numida dal nome di Tukka. Pur essendo sotto influenza punica, la città si trasforma in residenza reale in particolare sotto il re numid Massinissa    (292-148   A.C.).

Si raggiungerà in seguito l' itinerario del Medjerda a Medjez el Bab, dopo aver  attraversato il sito di Ain Tounga e la città andalusa di Testour attraverso le vigne del dominio Phenicia

 

La “ Via Augustina “  SULL  PERCORSO  DELLE  SPOGLIE   DI  SANT’ AGOSTINO

Sarebbe veramente molto interessante percorrere in nave un viaggio sulla rotta da Ippona,

l’ attuale Annaba, a Cagliari, e quindi a Genova, seguendo il probabile viaggio che le spoglie mortali del Santo Vescovo hanno percorso in due diversi tempi a partire da circa 50 anni dopo la sua morte per giungere a Genova nell’ anno 725 circa, ma non sono presenti su queste rotte itinerari turistici e neppure commerciali. Dovremo quindi adattarci nel percorrere in nave un viaggio a partire da Tunisi, la Cartagine così importante per Agostino, a Palermo e da questo luogo a Genova, per raggiungere, in prossimità del suo porto, la Cella di Sant’ Agostino, attualmente situata nel territorio di San Pier D’ Arena. Esattamente da questa piccola chiesa, della quale si racconta che sorga nel luogo “ non longe januensi “ dal quale le spoglie di Agostino, comprate in Sardegna dai Saraceni e trasportate in nave per volere del Re longobardo Liutprando, presero cammino sulla terra ferma alla volta di Pavia, comincia il nostro Cammino. Come narra la tradizione, il Corteo Regale percorse da qui una delle tante Vie del Sale e quella da noi scelta, detta “ della Crocetta “ partiva, e parte, esattamente dalla Cella. Seguendo appunto Via della Cella ci si inoltra, salendo una croda, sul promontorio del Belvedere e di qui, per Salita Crocetta si imboccherà la Via dei Forti sino al Colle di Trensasco, proseguendo poi su un tratto dell’ Alta Via Dei Monti Liguri sino a Casella. Da Casella, sempre sulla Via del Sale si raggiunge Savignone, luogo ove la sosta delle spoglie è testimoniata dalla costruzione, per volere di Re Liutprando, di una delle chiese intitolate al Santo e donate alla Basilica di San Pietro in Ciel D’ Oro. Di qui si procede, su ottimi sentieri fino a raggiungere Crocefieschi e ridiscendere poi, su un tratto della Via del Sale recentemente risistemata, sino a Vobbia e quindi con  salita da Torre per  raggiungere Costa Salata e Mongiardino su pendii boscosi e panoramici. La discesa da Mongiardino con tratti al limitare del greto del torrente Sisola ci condurrà a Rocchetta Ligure e quindi in prossimità di Cantalupo Ligure, in Val Borbera, alla costa boscosa percorsa verso nord con un ampio semicerchio attraverso i piccoli paesi di Pallavicino e Borgoadorno per salire a Costa Bregni. Di qui, con ripida discesa alla frazione omonima di Bregni ed ancora in discesa tra frutteti sino a raggiungere San Sebastiano Curone, magnifico borgo raccolto alla confluenza del torrente Musella nel Curone. Da San Sebastiano, sempre su ottimi sentieri, scendendo sulla destra orografica della valle, in leggera discesa si raggiunge Volpedo, luogo natale del pittore Pellizza del quale si possono ammirare in tutto il paese riproduzioni all’ aperto di importanti quadri a soggetto agreste, oltre, alla importante Basilica Romanica ed alle mura medievali. Si lascia quindi Volpedo per dirigersi verso nord ovest in direzione di Pontecurone, passando da Rosano su limitare di strade poco trafficate, fiancheggiate da fossi e prati pianeggianti. Dal centro di Pontecurone, lasciata dopo poco la via provinciale, ci si addentra per campi alla volta di Casei Gerola che si raggiunge passando per cascine e, dopo aver incontrato, poco prima dell’ abitato, i resti di una antica chiesetta dedicata dai Longobardi di Re Liutprando a San Michele Arcangelo. Nel centro di Casei, sul cardo romano, si imbocca verso nord la via che sorge sull’ antico decumano che portava probabilmente al guado del Po in località Cascinotto Mensa, che noi potremo però raggiungere solo dopo essere passati sul ponte che si dirige verso San Nazzaro de Burghundi, al termine del quale prenderemo a destra il sentiero sull’ argine maestro. Di qui passando per Mezzana Rabattone, Zinasco e Sommo giungeremo a Cava Manara dove potremo ammirare, all’ interno della Chiesa Parrocchiale, affreschi che ricordano un famoso miracolo attribuito a Sant’ Agostino per alcuni pellegrini diretti a Roma, oltre ad alcuni episodi descritti nel “ De Trinitate “. Al miracolo di Cava fa riferimento una delle formelle triangolari poste alla sommità dell’ Arca in San Pietro in Ciel D’ Oro. Dal centro di Cava Manara, sul Cammino che viene annualmente percorso nei giorni precedenti il 28 agosto, giorno della morte del Santo, nel 430, ad Ippona, passando per sentieri, cigli di strade poco trafficate e carrarecce, si raggiunge l’ argine e quindi Borgo Ticino fino al Ponte Coperto che conduce verso il centro della città di Pavia nella cui piazza centrale è possibile visitare il Palazzo Comunale del Broletto, da quì, il Duomo, l’ Università  per raggiungere, in prossimità del Castello Visconteo, la piazza della Basilica di San Pietro in Ciel D’ Oro nella quale, alla base dell’ altare maggiore, sono custodite le spoglie di Sant’ Agostino. Alle spalle dell’ altare la magnifica Arca marmorea illustra le conoscenze di Agostino sulle Sacre  Scritture, episodi della vita del Santo e nella sua parte centrale il Suo incontro con Dio nel momento della sua morte, attorniato da santi e vescovi, sovrastato da formelle triangolari che ne illustrano i miracoli. Nella stessa Basilica è custodita la tomba di Re Liutprando. Nella cripta, sotto l’ Arca, sono poste le reliquie di Severino Boezio, filosofo e martire fatto trucidare dall’ amico Re Teodorico per diffidenza ed invidia. Re Liutprando fece edificare la Basilica di San Pietro in ciel D’ Oro per ospitare le reliquie di Sant’ Agostino e di Severino Boezio esattamente nel luogo dove quest’ ultimo fu trucidato.  

 

 

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LA SOCIETE NATIONALE DES CHEMINS DE FER TUNISIENS(SNCFT)

 

 

 

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